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martes, 10 de noviembre de 2020

La vittoria di Arce in Bolivia.

La vittoria di Arce in Bolivia.

Luis Arce e David Choquehuanca

di Davide Matrone - Quito, 10 novembre 2020

Luis Arce ha stravinto, con il 55,11%, le elezioni presidenziali in Bolivia lo scorso 18 ottobre. I due candidati della destra boliviana hanno perso in modo netto. Questi ultimi - giunti divisi alla consulta elettorale - hanno conquistato un 42.83% raccogliendo 2.683.139 voti contro i 3.394052 mila voti di Arce. A nulla è servito l'invito - poco efficace - di Jeanine Añez a unirsi per sconfiggere la "dittatura del MAS". A dire il vero non era un gioco semplice far alleare due persone tanto differenti nella formazione e nell'azione politica.

“Noi non giudichiamo le persone, la campagna elettorale del signor Camacho ha una sua logica, noi crediamo che debba esistere una separazione tra Chiesa e Stato" (Mesa durante la campagna elettorale)

I due candidati della destra

Mesa è un politico neoliberale vicino all'impresa boliviana e fu vicepresidente nel governo filostatunitense di Gonzalo Sánchez de Lozada. Quest'ultimo lasciò il potere nel 2003 lasciandosi dietro le scie di una forte crisi economica dopo l'applicazione delle politiche neoliberiste che provocarono la famosa "guerra del gas". Mesa ricoprí poi la carica di Presidente di Bolivia dal 2003 al 2005. In alcuni momenti, quest'ultimo, ha riconosciuto i risultati positivi economici del MAS, criticando allo stesso tempo la forte lidership di Evo Morales. Il successo del MAS si deve anche all'inconsistenza della strategia politica di Mesa che non è riuscito a unire la destra sotto un unico progetto politico. Per questa fallita strategia, si deve l'emergere della figura di Camacho nel passato anno.

Camacho è un imprenditore boliviano. É il Presidente del Comité Pro Cívico di Santa Cruz che include imprenditori locali e oltre 200 istituzioni vicine alle oligarchie tradizionali e a quei settori che hanno appoggiato il golpe del 2019. É considerato il Bolsonaro Boliviano, colui che ha ripetuto piú volte - nei giorni concitati delle proteste del 2019 - "La Bibbia ritornerà al Palazzo di Governo". Ha posizioni razziste, xenofobe e fasciste ed è alleato con i settori evangelici e con l'esercito boliviano. Il 14% conseguito non è da sottovalutare e va letto, nell'ascesa in Bolivia e in tutto il continente dell'emergere e l'affermarsi di una destra nuova, militante, militare, evangelica-protestante d'origine nord americana che ha già avuto successo in Brasile con il Partido Social-Liberal di Jair Bolsonaro. Anche in Uruguay alle elezioni del 2019 si è affermato il partito di destra "Cabildo Abierto" dell'ex militare Guido Manni Ríos (di origine italiane) con l'11.46% dei voti.

Risultati finali elezioni Presidenziali Bolivia 2020


Nella giornata del 9 novembre del 2020 Luis Arce e David Choquehuanca sono stati investiti ufficialmente dall'Assamblea Legislativa Plurinazionale di Bolivia dell'incarico di Presidente e Vicepresidente per il mandato 2020 - 2025. Perché Arce ha stravinto al primo turno le elezioni presidenziali. Quali sono i fattori principali di questo successo?

1) La crescita economica della Bolivia dal 2006 al 2019: Arce non era affatto uno sconosciuto. Durante i governi Morales fu il Ministro dell'Economia. Insieme al líder cocalero, Arce fu l'artefice del boom economico boliviano nei 14 anni di governo MAS. Gli indici di crescita sono stati i piú alti del continente in un periodo in cui si registrava un sostanziale aumento del prezzo delle materie prime. Con i piani economici, sotto la guida MAS, sono usciti dalla povertà estrema oltre due milioni di boliviani. Quando Morales assunse il potere nel 2005, l'indice di povertà estrema era fissato al 38,2% e nel 2018 la stessa variabile era scesa al 15%. Ad elogiare la buona crescita economica in Bolivia ci sono stati anche gli Organismi Multilaterali come il FMI e il BM. Quest'ultimo nell'anno 2017 redasse nel suo rapporto annuale:

La Bolivia è campione nella crescita d'entrate per il 40% piú povero della sua popolazione. Rappresenta una dell'eredità piú importanti che conserverà questo Governo" (Rapporto annuale del Banco Mondiale per la Bolivia nell'anno 2017)

Arce non solo si occupò della crescita economica in termini di nuove accumulazioni di capitali, visionò personalmente i processi di nazionalizzazione dei settori del gas, del petrolio e delle risorse naturali del paese. Incentivò un processo di cambio della matrice produttiva dando priorità al prodotto nazionale e infine creò una serie di misure per fomentare il cooperativismo e il sorgere di micro - imprese a conduzione comunitaria. Questi processi non furono assolutamente accettati dai settori tradizionali, dalle elite di sempre che videro perdere la propria leggitimità nel processo di produzione, importazione, esportazione e distribuzione delle merci; processi gestiti in maniera esclusiva e monopolistica dalle solite oligarchie filo europee e filo statunitensi. La Bolivia degli ultimi due anni di Morales registrò tassi di crescita straordinari, considerando il periodo di recessione e decrescita economica generale a livello mondiale. Secondo i dati del CELAG (Centro Estratégico Latinoamericano de Geopolítica) la Bolivia nel 2018 crebbe del 4.7%. 

Fonte: CELAG

Analizzando, inoltre, i dati emanati dal Banco Mondiale (https://datos.bancomundial.org/indicator/NY.GDP.MKTP.KD.ZG?locations=BO) si nota che la Bolivia, sotto la guida di Evo Morales, registra tassi di crescita sostanziali che non si verificavano dalla fine degli anni '90. Solo nell'anno 1998 si registra una crescita del 4.3% ma dallo stesso anno al 2005 la media di crescita è del 2.2%.

Ecco i dati emanati dal Banco Mondiale sulla crescita del PIL in Bolivia dal 2005 (anno della possesione di Evo Morales) al 2019:


  • Media di crescita dal 1999 al 2005: 2.2% (Prima di Morales)
  • 2006 = + 4.8%
  • 2007 = + 4.6%
  • 2008 = + 6.1%
  • 2009 = + 3.4%
  • 2010 = + 4.1%
  • 2011 = + 5.2%
  • 2012 = + 5.1% 
  • 2013 = + 6.8%
  • 2014 = + 5.5%
  • 2015 = + 4.9%
  • 2016 = + 4.3%
  • 2017 = + 4.2%
  • 2018 = + 4.2%
  • 2019 = + 2.3%
  • Media di crescita in 14 anni = + 4.8% (Con Morales)


FONTE: Banco Mondiale. Foto di Davide Matrone 

2) L'unità del MAS e la popolarità di Evo Morales: Un altro elemento che ha determinato la vittoria contundente di Arce è rappresentata dall'unità dei settori indigeni e dei lavoratori sotto l'unica sigla MAS. Solo un anno fa lo stesso partito vinse le elezioni con il 47% conseguendo quasi 3 milioni di voti su tutto il territorio nazionale. La popolarità di Evo Morales non si era assolutamente estinta dopo 11 mesi. Oltretutto, con il clima di repressione e autoritarismo di stampo militare perpetuato dal governo golpista di Añez, le organizzazioni sociali e il partito MAS sono stati molto capaci di non generare lo scontro nell'ambito militare (perché avrebbero perso), bensí di elevare il conflitto di classe nel campo politico. Questo, a mio avviso, è stato uno degli elementi chiave della vittoria di Arce e questo è possibile solo se si ha un'organizzazione salda, unita, solida, consciente e presente nei territoriQuesto si deduce leggendo e analizzando il voto elettorale che è una chiara rappresentazione della divisione di classe presente in Bolivia. Il MAS riesce ancora a tenere salda l'allenza tra la classe lavoratrice e contadina nelle zone con alta presenza di tali gruppi e classi sociali. Il MAS conquista i voti in quelle regioni prevalentemente povere, operaie e rurali dove si registra un'alta percentuale delle nazionalità indigene. Dall'altro lato, il voto che conquistano i candidati della destra si danno in quelle zone territoriali abitate prevalentemente dai meticci - bianchi eredi delle oligarchie spagnole ed europee che, pur rappresentando una minoranza etnica in Bolivia, sono coloro che posseggono i mezzi di produzioni. Il voto in Bolivia è quindi un voto di classe e di appartenenza etnica.

Fonte: Wikipedia

3) L'inconsistenza e l'impopolarità del Governo Añez. Quando Jeanine Añez giunse al Palazzo Presidenziale, era un esponente del partito "Bolivia dice no" che alle elezioni del 2019 aveva conquistato il 4.24% conseguendo 1 senatore e 4 deputati all'Assamblea Legisltativa Plurinazionale della Bolivia. Come puó un esponente di un partito che ha solo il 4% autoproclamarsi Presidente ad Interim? Che sostegno popolare e credibilità ha la stessa persona? Su queste basi è cominciato il Governo Golpista di Jeanine Añez. A questa forzatura iniziale, si aggiunge la persecuzione ai lider indigeni, l'autoritarismo governativo, i morti nelle manifestazioni di piazza, alcuni casi di corruzione, la crisi economica agudizzatasi con el COVID-19, le affermazioni razziste e denigratorie contro i movimenti indigeni (che rappresentano la maggioranza del paese). Añez, inoltre, non è riuscita alla fine del suo mandato a unire le destre come aveva preannunciato per sconfiggere il ritorno della "dittatura del MAS". In definitiva, un fracasso totale.

Jeanine Añez

Alcune conclusioni su questa vittoria politica ed elettorale:

1) il progressismo di sinistra latinoamericano, seppur con le sue grandi contraddizioni, è ancora in vita. Non è stato ancora sepolto.

2) l'unità delle organizzazioni sociali, dei lavoratori e dei contadini in America Latina è fondamentale per sconfiggere i reazionari, i retrogradi, i fascisti, i razzisti e i conservatori in qualsiasi paese,

3) la strategia delle destre, delle oligarchie e delle elite latinoamericane, basata sulla costituzione di un apparato repressivo e giustizialista, non sempre funziona,

4) i 15-20 anni passati, caratterizzati dall'applicazione di politiche economiche neokenesiane promosse dai governi progressisti in America Latina, hanno lasciato il segno tra i settori popolari, i lavoratori e i contadini del continente,


Fonti:

https://www.celag.org/la-economia-boliviana-2019/#:~:text=Durante%20el%20a%C3%B1o%202018%20el,para%202016%20y%202017%2C%20respectivamente.
https://datos.bancomundial.org/indicator/NY.GDP.MKTP.KD.ZG?locations=BO

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domingo, 17 de mayo de 2020

¿Qué está pasando en Bolivia? El testimonio de la comunicadora Clorinda Purrello desde La Paz.

El 10 de noviembre de 2019 se concretó el Golpe de Estado en Bolivia. El 12 de noviembre Añez se autoproclama presidenta de Bolivia. Después de 6 meses he contactado la compatriota italiana Clorinda Purrello* y hemos conversado sobre la actualidad boliviana.

di Davide Matrone 

Foto 1

¿Cuál es la situación en general en el país?

El Gobierno transitorio de Jeanine Añez se caracterizó, desde el primer momento, por el uso de símbolos católicos y cristianos, además de claras y continuas referencias a conceptos cuales la familia, heteronormada y cristiana. Una de las primeras acciones ¨políticas¨ fue la ruptura o enfriamiento de las relaciones diplomáticas con Cuba, México, Venezuela y Argentina, y por el otro lado la recuperación de las relaciones con Israel. No obstante, la dura crítica al ex Presidente Evo Morales no se han cerrado programas de ayuda social, probablemente para no generar aun más conflicto social, y se ha aparentemente dado continuidad a los proyectos de matriz extractivistas del gobierno precedente. 

Sin duda, la llegada de la pandemia ha complicado el delicado cuadro político boliviano ya que, por un lado el gobierno de Añez está aprovechando para tomar decisiones que no competerían a un gobierno transitorio, cuales por ejemplo la entrada de los transgénicos, una deuda con el FMI y la eventual privatización de empresas estatal, y por el otro hay una total ausencia de partidos políticos que tengan programas fuertes y alternativos, lo cual pesará una vez terminada la cuarentena. También no hay que olvidar que el MAS (Movimiento al Socialismo) tiene la mayoría en el parlamento y lastimosamente no brilla en trasparencia e integridad. A esto, se suman las claras dificultades que están padeciendo los sectores más vulnerables y las comunidades a las cuales el Gobierno actual está en parte respondiendo, y que están generando protestas y bloqueos en algunos departamentos del país, de los cuales se aprovecharon, en algunos casos, afines al MAS para desestabilizar el actual gobierno y presionar para las elecciones. En fin, la situación es bastante complicada.

¿Cuáles son los cambios que registran las ONG en el país?

Según las ultimas declaraciones del Gobierno Añez, se quieren abrir las puertas a Ong que quieran cooperar con el desarrollo del país. Durante el gobierno Morales, la situación para las Ong no era fácil, sobre todo con las Ong que trataban temas delicados para la agenda de gobierno, por ejemplo, se prohibió a las Ong de entrar en las escuelas. USAID (Agencia de los Estados Unidos para el Desarrollo Internacional) ha vuelto a Bolivia después de haber sido expulsada durante el gobierno de Morales. Esta nueva situación nos dice algo que a mi aviso no es positivo, pero al mismo tiempo se supone que USAID trabajará sobre la transparencia de las elecciones generales y la restauración de la Chiquitania (Complejo de diversidad de Bolivia destruido después de un incendio en agosto de 2019).

Viendo la línea política de este gobierno, imagino que temáticas como por ejemplo los derechos sexuales-reproductivos y temáticas LGBTQI serán problemáticas, así como las relacionados a temas ambientales, así como lo fueron también durante el gobierno de Morales. Por el momento las Ong han re-direccionado sus fondos hacia la emergencia actual, así que tendremos que esperar el post cuarentena para poder realmente darnos cuentas de los cambios.

Según las denuncias de algunos sitios de información (Telesur, La Izquierda Diario de Uruguay, Página 12 de Argentina) e informes de organismos como Pressenza International Press Agency, en el país se han silenciado radios comunitarias y hay persecución a periodistas y activistas. ¿Cuál es hoy en día la situación en general en términos de libertad de expresión y de prensa en Bolivia?

Foto 2

Hubo persecución a dirigentes, periodistas y activistas también durante el gobierno de Morales. Sin duda el gobierno Añez es más ¨blanco¨ y menos sensible a una concepción de un estado plurinacional, pero la manipulación y censura de los medios de comunicación fue algo común durante el gobierno precedente. Hace algunos días se ha retirado un decreto que restringía la libertad de expresión (el decreto 4231, el cual reforzaba las medidas previstas anteriormente en los decretos 4200 y 4199), y esto nos muestra que los atentados a la libre expresión están siempre detrás de la esquina. El cierre de estas radios es sin duda preocupante y va mucho más allá de la legitimidad de este gobierno, las cuales serían bajo cualquier circunstancia un ataque a la libertad de expresión. En termino de libertad de expresión, no veo muchos cambios respeto al gobierno anterior: sigue estando constantemente en peligro, han cambiado los peones, pero no el juego. Lastimosamente esta pandemia es el momento ideal para que los gobiernos de turno aprovechen para poder instaurar políticas peligrosas y atentar a nuestros derechos, y no vale solo para Bolivia….

Bolivia realiza 51 pruebas al Covid-19 sobre cada 100 milhabitantes. En base a estos datos, Bolivia sigue siendo el país que realiza menos test en Sudamérica. ¿Cuál es la situación Covid-19 en Bolivia?


La situación en Bolivia es seguramente menos critica de la de otros países, como la de Ecuador, por ejemplo. Estámos en cuarentena desde mitad de marzo aproximadamente, y los casos han subido constantemente; sin embargo, no se ha llegado al colapso del sistema de salud que era lo que más se temía. Por el otro lado, no podemos contar sobre dato certeros ya que, como dices, se hacen muy pocas pruebas. Lo único certero es que todavía no hemos llegado al pico. Hay que señalar que la situación de los hospitales es bastante critica en cuanto no cuentan con equipamiento necesario para atender los casos, tampoco los médicos están equipados para evitar el contagio y las clínicas privadas impones precios exagerados para curar pacientes con Covid-19. 

Bolivia ha recibido donaciones para enfrentar la pandemia y ha declarado haber hecho compras de material sanitario para enfrentar la pandemia, sin embargo, la actitud del gobierno es muy poco trasparente y superficial. Por lo que concierne las reglas de la cuarentena, el gobierno ha propuesto desde el 10 de mayo la aplicación de una cuarentena dinámica, es decir una gradual flexibilización de la cuarentena en los lugares que presenten menos contagios, pero hasta el momento en La Paz, El Alto y Santa Cruz se seguirá con la cuarentena estricta hasta inicio junio.

¿Cómo has vivido el golpe de Estado del noviembre del 2019?

¡Mal la verdad! La situación ha precipitado bastante rápidamente, de manera muy confundida y caótica. Mucha gente me contactó para saber como estaba, y me dí cuenta de que hubo mucha confusión de los medios internacionales sobre la situación en Bolivia de ese tiempo.  Personalmente no lo definiría realmente un golpe de estado. El MAS fue muy poco trasparente en estas elecciones y pasaron cosas bastante ¨raras durante las mismas. Por ejemplo, cuando se estaba haciendo el conteo para saber si había balotaje entre Morales y Mesa, los únicos candidatos que aumentaron sus votos, por muchas horas, fueron solamente estos dos candidatos. Bastante raro que no haya habido más votos para los otros candidatos justo cuando los más importante era conseguir ese 10% más para poder evitar el balotaje….

Durante esos días hubieron saqueos, enfrentamientos continuos entre grupos de ambos lados, bloqueos (no había comida ni gasolina), infiltrados de ambos lados (no se entendía quien era quien). Se encontraban cajas de papeletas electorales en cualquier lado, la policía estaba dividida y sinceramente cuando vi los tanques militares en las calles pensé que iba realmente a haber un golpe militar.

No voy entrar en el merito de que si haya habido fraude o no, pero el fin del gobierno de Morales abrió la cancha a personajes muy peligrosos a mi aviso (Camacho, Mesa) y a mecanismos poco democráticos por cuanto lleven la bandera del regreso a la democracia.

*Clorinda Purrello, comunicadora y productora audiovisual. Activista y cooperante internacional. Vive en Bolivia desde el año 2015.

Las fuentes: