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sábado, 23 de marzo de 2024

ECUADOR. Continua la lotta dei lavoratori e delle lavoratrici della Furukawa

 

ECUADOR. Continua la lotta dei lavoratori e delle lavoratrici della Furukawa

miércoles, 22 de febrero de 2023

Aggiornamento sul Caso Furukawa.

 Il caso Furukawa avanza.

di Davide Matrone 

Precedenti storic 

(Tratto da un articolo scritto dalla giornalista ecuadoriana Mishell Mantuano e tradotto personalmente per Pagine Esteri) https://pagineesteri.it/2021/12/14/mondo/sfruttamento-e-schiavitu-moderna-in-ecuador-il-caso-furukawa/

Foto 1. Fonte: https://www.bbc.com/mundo/noticias-america-latina-57003652

La multinazionale Furukawa Plantaciones C.A agisce in Ecuador dal 1963 con sede principale nella città di Santo Domingo ubicata nella zona sub-tropicale del paese. In Ecuador la multinazionale giapponese dispone di 32 stabilimenti che occupano approssimativamente un territorio pari a 2.300 ettari nelle regioni di Esmeraldas, Los Rios e la già menzionata Santo Domingo de los Tsachilas. L’impresa si occupa in particolare di lavorare l’abacà, conosciuta volgarmente con il nome di canapa di Manila. L’Ecuador è il secondo paese al mondo con il più alto tasso di produzione di questo materiale naturale. È secondo solo alle Filippine.

Nel 2018 dall’Ecuador verso gli Stati Uniti e l’Asia, si sono esportate 7.233 tonnellate di fibra di abacà, registrando un introito di 17.2 milioni di dollari. Tuttavia, dietro queste cifre impressionanti e positive per l’impresa c’è un quadro disumano di sfruttamento della mano d’opera e pura schiavitù di carne umana. I circa 200 operai afrodiscendenti, contadini e analfabeti lavorano nelle istallazioni in condizioni disumane con interminabili giorni di lavoro, bassissimi salari, senza contratti e nessun beneficio di legge come contributi e previdenza sociale. Per non parlare del diritto allo sciopero e di reclamo verso l’azienda. Quest’ultima, secondo testimonianze dei lavoratori, non somministra nemmeno gli strumenti adeguati e necessari per la lavorazione dell’abacà generando negli anni mutilazioni corporali agli operai delle fabbriche. Il caso di schiavitù venne alla luce nel febbraio del 2019 quando la Difensoria del Pueblo raccolse una serie di testimonianze dirette di lavoratori e pubblicò un rapporto nei quali emergevano le violazioni dei diritti umani e lavorativi realizzate dalla multinazionale giapponese. Centinaia e centinaia di lavoratori, finalmente, avevano avuto il coraggio di denunciare gli orrori a cui erano sottoposti da intere generazioni. Di lì in avanti si sono susseguiti una serie di esposti a tutti i livelli fino a giungere al Presidente della Repubblica. I lavoratori hanno chiesto e continuano a chiedere che si faccia giustizia e che l’impresa indennizzi i danni causati sulla pelle dei lavoratori (uomini, donne e bambini). Inoltre, chiedono che l’impresa non venga chiusa ma che rispetti lo Statuto dei Lavoratori e che vengano migliorate le condizioni di vita e lavorative di tutti gli operai.

Dopo le denunce dei lavoratori, le autorità governative hanno realizzato una serie di sopralluoghi ed hanno potuto verificare le inadempienze gravi della multinazionale in termini di: sfruttamento del lavoro, sfruttamento minorile del lavoro, forme di schiavitù, contributi non pagati, violazione dei diritti umani, mancanza della previdenza sociale, assenza dei servizi basici. A questo si aggiungono le malattie croniche che presentano i lavoratori e le condizioni di estrema povertà in cui versano.

Foto 2. Fonte: https://www.planv.com.ec/investigacion/investigacion/abaca-esclavitud-moderna-campos-ecuador

Aggiornamento

Dopo varie udienze, domani 23 febbraio la giudice Susana Sotomayor deciderà se chiamare a giudizio i rappresentanti dell'Impresa Furukawa per il delitto di tratta di persone con fine allo sfruttamento lavorativo. 

Per saperne di più, ho contattato l'attivista Vanessa Bosquez della Comissione Ecumenica dei Diritti Umani (CEDHU) e l'Avvocato delle vittime del caso Furukawa Alejandro Morales che mi hanno rilasciato le seguenti dichiarazioni. 

La comunicatrice specializzata in Diritti Umani e attivista del CEDHU Vanessa Bosquez.

Quali sono i gruppi che sostengono la causa?

Siamo una serie di collettivi e persone che stanno appoggiando la causa dei lavoratori dell'impresa Furukawa. C'è il comitato di Solidarietà Furukawa Nunca Más, il gruppo di Afro Comunicaciones, la CEDHU e la CDES. Stiamo per realizzare una convocazione per raggruppare altre persone e gruppi che vogliono appoggiarci in differenti ambiti come per esempio, la parte comunicativa, organizzativa, legale ed anche nella recuperazione di risorse e fondi per le famiglie dei lavoratori e delle lavoratrici.  

L'avvocato Alejandro Morales.

Quali sono le ultime novità? 

Domani alle 9,30 è stata convocata l'udienza e probabilmente si sposterà a data da definire. Non so ancora quale sia la causa. Domani lo sapremo. Al momento la situazione vive una fase di stallo e non ci sono passi in avanti. Al momento ci sono 106 vittime coinvolte nel processo che denunciano i rappresentanti dell'impresa per tratta di persone con l'obiettivo di sfruttamento lavorativo secondo l'articolo 91 del Codice Organico Penale (COIP). I lavoratori sono anche denuncianti particolari e in alcuni casi e chiedono misure di riparazione integrale oggettive economiche e simboliche. 

domingo, 19 de diciembre de 2021

Sfruttamento e schiavitù moderna in Ecuador: il caso Furukawa.

 

Sfruttamento e schiavitù moderna in Ecuador: il caso Furukawa

di  | 14 Dic 2021 | 


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di Mishell Mantuano* – 

(traduzione di Davide Matrone)

Pagine, Esteri, 14 dicembre 2021 – Il 25 luglio del 1851, il Generale José María Urbina firmò il decreto di abolizione di schiavitù in Ecuador consentendo a tutti gli afrodiscendenti di godere del diritto alla piena libertà. Ma è vero che a partire da allora gli afroecuatoriani godono della piena libertà e degli altri diritti riconosciuti nella Costituzione politica vigente?

Nonostante siano trascorsi oltre due secoli, in Ecuador ci sono centinaia di afrodiscendenti costretti alla schiavitù all’interno degli stabilimenti dell’impresa Furukawa Plantaciones C.A dell’Ecuador.



La multinazionale Furukawa Plantaciones C.A funziona in Ecuador dal 1963 con sede principale nella città di Santo Domingo ubicata nella zona sub-tropicale del paese. In Ecuador la multinazionale giapponese dispone di 32 stabilimenti che occupano approssimativamente un territorio pari a 2.300 ettari nelle regioni di Esmeraldas, Los Rios e la già menzionata Santo Domingo de los Tsachilas. L’impresa si occupa in particolare di lavorare l’abacà, conosciuta volgarmente con il nome di canapa di Manila. L’Ecuador è il secondo paese al mondo con il più alto tasso di produzione di questo materiale naturale. È secondo solo alle Filippine.

Nel 2018 dall’Ecuador verso gli Stati Uniti e l’Asia, si sono esportate 7.233 tonnellate di fibra di abacà, registrando un introito di 17.2 milioni di dollari. Tuttavia, dietro queste cifre impressionanti e positive per l’impresa c’è un quadro disumano di sfruttamento della mano d’opera e pura schiavitù di carne umana. I circa 200 operai afrodiscendenti, contadini e analfabeti lavorano nelle istallazioni in condizioni disumane con interminabili giorni di lavoro, bassissimi salari, senza contratti e nessun beneficio di legge come contributi e previdenza sociale. Per non parlare del diritto allo sciopero e di reclamo verso l’azienda. Quest’ultima, secondo testimonianze dei lavoratori, non somministra nemmeno gli strumenti adeguati e necessari per la lavorazione dell’abacà generando negli anni mutilazioni corporali agli operai delle fabbriche. Il caso di schiavitù venne alla luce nel febbraio del 2019 quando la Difensoria del Pueblo raccolse una serie di testimonianze dirette di lavoratori e pubblicò un rapporto nei quali emergevano le violazioni dei diritti umani e lavorativi realizzate dalla multinazionale giapponese. Centinaia e centinaia di lavoratori, finalmente, avevano avuto il coraggio di denunciare gli orrori a cui erano sottoposti da intere generazioni. Di lì in avanti si sono susseguiti una serie di esposti a tutti i livelli fino a giungere al Presidente della Repubblica. I lavoratori hanno chiesto e continuano a chiedere che si faccia giustizia e che l’impresa indennizzi i danni causati sulla pelle dei lavoratori (uomini, donne e bambini). Inoltre, chiedono che l’impresa non venga chiusa ma che rispetti lo Statuto dei Lavoratori e che vengano migliorate le condizioni di vita e lavorative di tutti gli operai.

Dopo le denunce dei lavoratori, le autorità governative hanno realizzato una serie di sopralluoghi ed hanno potuto verificare le inadempienze gravi della multinazionale in termini di: sfruttamento del lavoro, sfruttamento minorile del lavoro, forme di schiavitù, contributi non pagati, violazione dei diritti umani, mancanza della previdenza sociale, assenza dei servizi basici. A questo si aggiungono le malattie croniche che presentano i lavoratori e le condizioni di estrema povertà in cui versano.

Cosa succede ora?  

Nonostante i reclami presentati dai lavoratori e da altri organismi che hanno potuto evidenziare il caso di schiavitù, la Furukawa continua ad operare come sempre. Nel 2019 si multò l’impresa con 42.880 dollari e con una chiusura temporanea di un mese e mezzo da parte del Ministero del Lavoro, però dopo la fabbrica abacalera non ha ricevuto nessun’altra sanzione e chiusura per gli stessi abusi.

Nel gennaio del 2021 si è ripresa l’audienza del caso Furukawa denunciando anche lo Stato dell’Ecuador per non procedere in modo corretto ed evitare che il caso fosse insabbiato. Nell’ottobre dello stesso anno si sono processate tre persone coinvolte nel caso alle quali vengono accusate di tratta di persone e sfruttamento lavorativo.

L’udienza si tenne il 28 ottobre trascorso, nel tribunale di Santo Domingo de los Tsáchilas.

Il giudice Susana Sotomayor diede misure alternative alla prigione per i tre imputati obbligandoli a non uscire dal paese e di presentarsi periodicamente di fronte ad un’autorità giudiziaria. Inoltre, il magistrato ha ordinato il blocco dei beni mobili ed immobili dell’impresa Furukawa.

Nonostante gli sforzi realizzati dai lavoratori ed ex lavoratori delle piantagioni di abacà, gli avvocati ed altri organismi di controllo nel paese, non riescono a stabilire sanzioni chiare contro l’impresa, pertanto si attende che il Governo risponda alle richieste di indennizzo a favore dei lavoratori.

 Pubblicato in: 

https://pagineesteri.it/2021/12/14/mondo/sfruttamento-e-schiavitu-moderna-in-ecuador-il-caso-furukawa/