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domingo, 13 de julio de 2025

Trump inasprisce il blocco economico contro Cuba.

 


Così il presidente Usa aggiunge sanzioni contro l'isola mediante l’applicazione del Memorandum presidenziale n°5, per cercare di piegarla definitivamente.


L’attuale presidente statunitense ha sempre mostrato una forte ostilità verso Cuba, sin dal suo primo mandato cominciato nel gennaio 2017. Allora, durante un meeting a Miami e in piena campagna elettorale aveva promesso che se fosse stato eletto, avrebbe rovesciato la politica di apertura degli Stati Uniti verso Cuba in nome dell’affermazione di “libertà religiose e politiche” nell’isola. Inoltre, aveva detto che si sarebbe allineato “con i cubani in lotta contro l’oppressione comunista”. Trump non è mai stato d’accordo con la politica estera del suo predecessore Obama e con le concessioni fatte al governo cubano. Lo storico incontro tra Barack Obama e Raúl Castro il 17 dicembre del 2014 aveva posto le basi per ristabilire le relazioni diplomatiche tra i due Paesi fino alla normalizzazione dei vincoli bilateriali.

Il progetto di riavvicinamento Usa – Cuba si interruppe il 17 giugno 2017 con la firma di Trump del primo Memorandum presidenziale di sicurezza nazionale con l’obiettivo di rafforzare la politica estera degli Usa anticubana. Tra l’altro, la scelta del luogo e delle presenze a quell’atto pubblico non furono per niente casuali. L’evento si tenne presso il teatro Manuel Artime della Pequeña Habana, che porta il nome del capo della brigata mercenaria 2506 sconfitta sulle spiagge di Playa Girón nell’aprile del 1961. Le persone attorno alla scrivania del presidente statunitense appartenevano a un ridotto gruppo di mercenari e sbirri della dittatura di Fulgencio Batista. In questo scenario Trump compì con la sua promessa elettorale dando soddisfazione ai legislatori e alle lobby anti-cubane dello stato della Florida che lo avevano votato in maggioranza (55% contro il 45% a favore di H. Clinton).

Dal 2017 al 2021 Trump ha imposto ben 242 sanzioni unilaterali contro Cuba e il suo popolo in un periodo tra l’altro in cui il mondo soffriva le conseguenze del confinamiento forzato per la pandemia. Con queste misure Trump aveva inasprito l’embargo economico e commerciale e aveva proibito i viaggi delle navi da crociera, i voli regolari e charter a tutto il paese, fatta eccezione per l’Avana. Inoltre avevo reso impossibile le rimesse dall’estero attraverso le compagnie cubane Fincimez e American International Services, i principali canali formali per realizzare transazioni verso l’isola.
Il nuovo ciclo di sanzioni con l’emendamento al Memorando presidenziale n°5
Dal 30 giugno fino al 30 luglio, i ministri dell’amministrazione Trump hanno avuto l’incarico di analizzare la politica estera degli Stati Uniti verso l’isola caraibica con l’obiettivo di rafforzare le sanzioni in ogni settore della società.

Nell’aggiornamento al Memorandum si stabiliscono una serie di misure dirette a inasprire il blocco economico e a provocare maggiori mancanze al popolo cubano, con l’obiettivo – più volte fallito – di impadronirsi del Paese e riscrivere il suo destino. Le nuove e reiterate sanzioni si applicano in conformità alla legge Helms – Burton dell’anno 1996. Tra gli obiettivi c’è quello di debilitare ulteriormente il settore del turismo che già registra una riduzione importante di turisti pari a -28% rispetto allo stesso periodo precedente, secondo dati emanati dall’Istituto nazionale di statistica e informazione (Onei). Il settore turistico che, nell’anno 2018 raggiunse il picco con l’arrivo di circa 5 milioni di visitatori, nel 2024 ha registrato una presenza di appena 2 milioni di visitatori. Si registra un calo di turisti dal Canada (-29%), dalla Russia (-45%) ed un’ altra riduzione importante di turisti proviene dagli Stati Uniti, dalla Francia, dall’ Italia, dalla Germania e dall’ Argentina, tra gli altri.

Di fronte alla nuova aggressione statunitense, Bruno Rodríguez ministro delle Relazioni estere del governo cubano ha dichiarato che la politica ostile di Trump viola il diritto internazionale e numerose risoluzioni delle Nazioni Unite. Cerca di giustificare l’uso della coercizione economica come arma di aggressione contro un paese sovrano, con l’obiettivo di spezzare la volontà politica dell’intera nazione e sottometterla alla dittatura egemonica degli Stati Uniti. Non è un caso che, dal 1992, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite abbia chiesto quasi all’unanimità la fine del blocco economico, commerciale e finanziario contro Cuba. I governanti e i politici degli Stati Uniti hanno l’audacia nel dichiarare di agire in questo modo per il bene del popolo cubano. Le sfide che Cuba deve affrontare sono grandi, soprattutto considerando gli sforzi degli Stati Uniti nel distruggere il progetto nazionale che noi cubani abbiamo costruito nel pieno esercizio dei nostri diritti sovrani, incluso il diritto all’autodeterminazione. Al governo degli Stati Uniti non importa che Cuba sia un paese pacifico, stabile e solidale, con relazioni amichevoli praticamente con il mondo intero. La politica che persegue risponde agli interessi ristretti di una cricca corrotta e anticubana che ha fatto dell’aggressione, contro i suoi vicini, uno stile di vita e un business molto redditizio.

Le nuove sanzioni imposte dagli Usa contro Cuba hanno generato reazioni a livello regionale e internazionale. Tra gli organismi ad esprimersi contro c’è l’Alba (Alleanza bolivariana per i popoli di nostra America) che condanna le nuove misure criminali adottate dal governo statunitense contro il popolo cubano. I Paesi membri condannano energicamente l’inasprimento di questa nuova aggressione che cerca di colpire gravemente tutti i settori della società cubana, come il turismo, la salute, i processi migratori, gli scambi culturali, accademici e scientifici, l’accesso alla tecnologia e dichiarare apertamente l’inasprimento del blocco economico e l’imposizione di un cambiamento di regime, tra gli altri punti.

Il governo nicaraguense di Daniel Ortega ha denunciato la continuità del blocco economico contro il popolo cubano che è stato, e continua ad essere, un esempio di forza per i popoli del mondo. Nell’inasprire l’inumano e criminale blocco economico contro Cuba, il governo degli Stati Uniti pone in evidenza la sua malsana ed odiosa intenzione di distruggere il Paese.
Il presidente della Repubblica plurinazionale di Bolivia, Luis Arce ha dichiarato che il Memorandum presidenziale emesso dall’amministrazione Trump degli Stati Uniti rappresenta un nuovo atto di aggressione contro il popolo e il governo cubano, in palese disprezzo per i principi di autodeterminazione e non ingerenza. Rafforza inoltre, la violazione dei diritti umani di una popolazione che ha subito un criminale e obsoleto blocco economico, finanziario e commerciale da parte dell’imperialismo yankee per oltre sei decenni. Dichiara di sottoscrivere l’appello della maggior parte dei Paesi del mondo, ripetutamente espresso all’Assamblea generale delle Nazioni Unite e ignorato dagli Stati Uniti, che chiede la revoca inmediata e incondizionata del blocco.
Anche la presidentessa di Messico Claudia Sheinbaum si unisce alle condanne contro l’applicazione del nuovo Memorandum presidenziale di Trump riaffermando la solidarietà del governo messicano al governo cubano.

L’autore: Davide Matrone è docente all’Universitad politecnica salesiana

Foto Di Trump di Gage Skidmore

Pubblicato in: https://left.it/2025/07/10/trump-inasprisce-il-blocco-economico-contro-cuba/?_gl=1*1mn0gq5*_up*MQ..*_ga*MTQwOTczNzQxNC4xNzUyNDI1Mzg3*_ga_89ESDCYM0F*czE3NTI0MjUzODckbzEkZzEkdDE3NTI0MjU0MDMkajQ0JGwwJGg0MTM5MzA2Njg.

lunes, 27 de enero de 2025

Forti tensioni tra Stati Uniti e Colombia. Riunione starordinaria della CELAC.

Forti tensioni tra Stati Uniti e Colombia. Riunione starordinaria della CELAC.  

di Davide Matrone 

Le nuove misure del governo Trump

Lo scorso 20 gennaio 2025, Donald Trump ha compiuto ciò che aveva promesso durante la campagna elettorale firmando una decina di ordini esecutivi tra cui alcuni sulle politiche migratorie.

https://www.bbc.com/mundo/articles/cp8kj0nwgy8o

Già durante il suo discorso d'investitura, aveva annunciato che tra i primi atti - come presidente degli USA - avrebbe dichiarato lo stato d'emergenza con la frontiera del Messico e di mettere fine con l'immigrazione illegale. 

Ha già cominciato il processo legale mediante il quale si eliminerà la cittadinanza attraverso la nascita per i figli di coloro che non hanno regolari documenti, ha annunciato di riattivare la costruzione del muro con il Messico, ha decretato l'emergenza con le frontiere e movilizzato le truppe dell'esercito per frenare l'immigrazione irregolare. 

Queste prime misure hanno già generato problemi a 30 mila migranti che stavano continuando il processo di asilo attraverso l'applicazione CBP One che è stata disattiva nei cellulari a partire dal mezzogiorno del 27 gennaio. 

Convocazione straordinaria della CELAC

La crisi diplomatica tra Colombia e Stati Uniti genera preoccupazioni tra i paesi della regione latinoamericana e caraibica. I presidenti e i capi di Stato della CELAC sono stati convocati per una riunione urgente da parte di Xiomara Castro, presidente pro tempore della Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi. L'incontro si realizzerà il giorno giovedí 30 gennaio a Tegucigalpa, capitale dello stato dell'Honduras. Nella dichiarazione emessa dal Ministero degli esteri del paese dell'America Centrale, si precisa che l'incontro affronterà i temi dell'immigrazione, dell'ambiente e dell'unità dell'America Latina e dei Caraibi. Secondo il messaggio, il presidente della Colombia, Gustavo Petro, ha già confermato la sua presenza in persona. 

L'annuncio dell'incontro giunge pochi giorni dopo che il presidente degli Stati Unito, Donald Trump, ha iniziato le incursioni e le deportazioni dei migranti che si trovano irregolarmente negli Stati Uniti e dopo aver imposto tariffe di emergenza del 25% alla Colombia per aver rifiutato i voli con i migranti colombiani deportati. 

Le dichiarazioni di Xiomara Castro, presidente pro-tempore della CELAC

Captura de pantalla de Twitter https://x.com/XiomaraCastroZ


"Popolo dell'Honduras, voglio manifestare che la nuova amministrazione nord americana del presidente eletto democraticamente, Donald Trump, sia aperta al dialogo, costruttivo e amichevole. Che non faccia rappresaglie innecessarie contro i nostri migranti che normalmente danno un grande contributo all'economia nord americana. Di fronte a un comportamento ostile, di espulsioni di massa dei nostri fratelli dobbiamo riconsiderare le nostre politiche di cooperazione con gli Stati Uniti nel campo militare. Gli Stati Uniti mantengono le loro basi militari nel nostro territorio senza pagare un centesimo, ora con i nuovi avvenimenti perderebbero tutte le ragioni di esistere in Honduras" 

La risposta di Petro a Donald Trump

https://www.youtube.com/watch?v=GyvDQc1kAuA

Trump, a me non piace molto viaggiare negli USA, è un po' noioso, ma confesso che ci son cose che valgono la pena, mi piace andare nei quartieri neri di Washington, lí ho visto un'intera rissa nella capitale americana tra neri e i latini con le barricate, che mi sembravano stupidi, perché dovrebbero unirsi.  

Confesso che mi piacciono Walt Withman, Paul Simon, Noam Chomsky e Miller. 

Confesso che Sacco e Vanzetti, che hanno il mio sangue, nella storia degli Stati Uniti, sono memorabili e li seguo. Sono stati assassinati dai leader operai con la sedia elettrica, dai fascisti che sono negli Stati Uniti cosí come nel mio paese. Non mi piace il tuo petrolio Trump, distruggerà la specie umana a causa dell'avidità

Magari un giorno, davanti a un sorso di Whisky, che accetto nonostante la mia gastrite, potremmo parlarne francamente, ma è difficile perché non mi considerate una razza inferiore e io non lo sono, e nemmeno lo è nessun colombiano. 

Quindi se conosci qualcuno che è testardo, quello sono io, punto. Con la sua forza economica e la sua arroganza può tentare un colpo di stato come ha fatto con Allende. Ma io muoio nella mia legge, ho resistito alla tortura e resito a te. Non voglio schiavisti accanto alla Colombia, ne avevamo già tanti e ci siamo liberati. Ciò che desidero accanto alla Colombia sono gli amanti della libertà

Se non puoi accompagnarmi, andrò da qualche altra parte. La Colombia è il cuore del mondo e tu non l'hai capito, questa è la terra delle farfalle gialle, della bellezza di Remedios, ma anche dei colonnelli Aurelianos Buendía, di cui io sono uno di loro, forse l'ultimo. Mi ucciderai, ma sopravviverò nella mia città che è prima della tua, nelle Americhe. 

Siamo il popolo dei venti, delle montagne, del Mar dei Caraibi e della libertà. Non ti piace la nostra libertà, okay. Non stringo la mano agli schiavisti bianchi. Stringo la mano agli eredi libertari bianchi di Lincoln e ai contadini bianchi e neri degli Stati Uniti, sulle cui tombe ho pianto e pregato su un campo di battaglia, al quale sono arrivato, dopo aver camminato attraverso le montagne della Toscana italiana e dopo avermi salvato dal covid. 

Sono gli Stati Uniti e davanti a loro mi inginocchio, davanti a nessun altro. Fammi presidente e le Americhe e l'umanità risponderanno. La Colombia ora smette di guardare al nord, guarda il mondo, il nostro sangue viene dal sangue del Califfato di Cordoba, la civiltà di allora, dai romani latini del Mediterraneo, la civiltà di allora, che fondarono la repubblica, la democrazia di Atene. Il nostro sangue ha reso schiavi i neri resistenti da te. In Colombia è il primo territorio libero d'America, prima di Washington, di tutta l'America, lí mi rifugio nei suoi canti africani. 

La mia terra è quella dell'oreficeria esistente al tempo dei faraoni egiziani, e dei primi artisti al mondo a Chiribiquete. Non ci dominerai mai. Si oppone il guerriero che ha cavalcato le nostre terre, gridando libertà e il cui nome è Bolívar. 

Il nostro popolo è un po' timoroso, è ingenuo e gentile, ma saprà conquistare il Canale di Panama, che ci avete preso con violenza. A Bocas del Toro, l'attuale Panama, l'ex Colombia, giacciono duecento eori proventienti da tutta l'America Latina, che tu hai assassinato. Alzo una bandiera e, come ha detto Gaitán, anche se rimmarrò solo, continuerà ad essere innalzata con la dignità latinoamericana che è la dignità dell'America, che il suo bisnonno non conosceva, e il mio sí, signor Presidente, un immigrato degli Stati Uniti.

Il suo blocco non mi spaventa; perché la Colombia, oltre ad essere il Paese dell bellezza, è il cuore del mondo. So che ami la bellezza come me, non mancarle di rispetto e donerà la sua dolce.

DA OGGI LA COLOMBIA É APERTA AL MONDO TUTTO, A BRACCIA APERTE SIAMO COSTRUTTORI DI LIBERTÁ, VITA E UMANITÁ. 

Mi informano che metterte una tariffa del 50% sui nostri frutti del lavoro umano per entrare negli Stati Uniti, faccio lo stesso. Possa il nostro popolo piantare il mais scoperto in Colombia e nutrire il mondo.